Tasso fisso o tasso variabile: cosa scegliere?

Aggiornamento: set 14


Tasso fisso o tasso variabile? Cosa conviene di più in assoluto tra i due? Esiste un tasso migliore dell'altro? In questo articolo confido di chiarirti un pò le idee riguardo alla scelta del tasso quando affrontiamo un'operazione di mutuo (acquisto casa, ristrutturazione)


Affinchè i clienti, per i quali gestisco la pratica di mutuo, affrontino serenamente l'intero iter, li informo sempre su tutti gli aspetti peculiari, tra cui la selezione del tasso.


Molti clienti, come se fossero supporters di una squadra di calcio, suppongono che il tasso migliore sia il fisso sempre e comunque o il variabile a prescindere, non conoscendo fino in fondo cosa si celi dietro questa importante scelta, che determina non solo la rata mensile, ma soprattutto il come si affronta a livello psicologico ed emotivo un mutuo.

Nell'operatività generale la scelta della casa viaggia a braccetto con la prequalifica reddituale che svolgo per fornire ai clienti un'idea precisa della somma erogabile dalla banca per accendere il mutuo. Quando discutiamo assieme del tasso, mostro sempre più di un'alternativa per allargare il più possibile gli orizzonti ed avere più strategie sul tavolo.


Andiamo con ordine:


Come si calcola un tasso? Il tasso è una percentuale ottenuta sommando lo spread bancario (cioè il margine di guadagno della banca) all'indice europeo (indici calcolati a periodi prestabiliti dalla Banca Centrale Europea).

Primo dubbio fugato: ecco perchè su svariati siti che si occupano di finanza e mediazione creditizia, puoi trovare dei tassi apparentemente molto bassi: non viene calcolato l'indice europeo ma esclusivamente una simulazione dello spread che la banca andrà ad applicare (l'unica maniera per ottenere un dato attendibile e veritiero è presentare la pratica in banca e ricevere la cosiddetta pre-delibera).


Il tasso fisso Ha la caratteristica di mantenere lo stesso valore per l'intera durata del mutuo. Questa tipologia di tasso non prevede quindi oscillazioni dovute alle fluttuazioni dei mercati economici.

Se per esempio scegliamo un mutuo a 30 anni con il tasso fisso del 1.9% con una rata di 500,00 euro (dati puramente esemplificativi), sapremo che per 30 anni la rata rimarrà sempre stabile e costante a 500,00 euro mensili. L'indice europeo che influenza l'entità del tasso fisso viene denominato EurIRS o anche IRS.

Viene scelto soprattutto dai clienti che non hanno intenzione di ritrovarsi di fronte ad oscillazioni del tasso e che fanno poggiare il loro investimento nel settore immobiliare sulla garanzia che il tasso rimanga sempre lo stesso.

Il tasso variabile Si differenzia dal tasso fisso appunto perchè variabile, soggetto a variazioni durante l'intera durata di mutuo.

Un aspetto molto interessante riguarda l'indice europeo, chiamato Euribor: nel momento in cui viene scritto questo articolo (luglio 2021), questo indice è negativo; di conseguenza il tasso variabile finito viene rappresentato esclusivamente dallo spread applicato dall'istituto bancario.

Viene scelto soprattutto dalla clientela che ha intenzione, già in avvio di mutuo, durante la durata del finanziamento di effettuare delle iniezioni di capitale per abbassare gli interessi e la rata mensile e, di conseguenza estinguere anticipatamente il mutuo.


La domanda che mi viene posta in metà delle prequalifiche reddituali è: "Stefano quale tasso mi consigli?" Come spiegato pocanzi non esiste il tasso migliore in assoluto, ma sta al cliente scegliere adatto alle sue esigenze:

sia il fisso che il variabile hanno pro e contro ed è un mio compito spiegare sempre in modo capillare ogni minimo dettaglio per permettere al cliente di scegliere in modo consapevole e sereno il tasso adatto!


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